UN GIORNO NORMALE

Adoro questa percezione di normalità, dettagli di un’apparente giornata noiosa. Niente di nuovo, niente di eccitante. Solo il tempo che scorre come una lumaca.

Mi servono queste giornate, sono il carburante per il motore del mio vivere. Un serbatoio che ha bisogno di riempirsi di noia, riflessioni e riverberi. In realtà ho sempre avuto la convinzione di non essere proprio un asso in termini di velocità intuitiva: ho bisogno di rimuginare ogni cosa e trovare più tardi un senso più profondo.

Un primo inatteso risultato del mio cercare: nessun traguardo, solo tappe. Ebbene si, dovrò raccontare al mio fanciullo desiderio di arrivare alla meta che la bellezza è proprio tutta nel viaggio. Mi vien da sorridere: come aspettarsi un premio dopo tanta fatica e poi sentirsi dire che il bello era proprio il faticare.

Oggi ho carezzato mio figlio in modo diverso. Percepivo la sua pelle morbida, i suoi argomenti semplici e puri, guardavo i miei cani impazienti di coccole, il cielo sopra dipinto di un autunno leggero, le nuvole ferme e sparse come le prime foglie gialle del ciliegio. Mi sentivo trapassato dal tempo, dal momento presente, ero atomicamente collocato nello spazio reale di un universo vagante verso l’infinito. Ho pensato di essere vivo, l’ho  finalmente percepito in pienezza.

Penso si tratti di questo: respirare l’esserci.