LASCIATITUTTOINDIETRO, la pillola spacca ansie

LASCIATITUTTOINDIETRO

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LA PILLOLA SPACCA ANSIE

LASCIATITUTTOINDIETRO è la prima pillola, è la pillola “spacca ansie”! Raccontare la sua storia creativa è una premessa importante quanto singolare.

IL CONTESTO

Ti è mai capitato di vivere l’impotenza dello smarrimento? Nonostante la fiducia in te stesso, nonostante la tua abituale tranquillità, qualcosa ti ha sconvolto al punto di entrare nel “pallone”. Una sensazione veramente spiacevole: la paura ti ha bloccato il respiro e ti è sembrato di perdere il controllo. Cosa hai fatto nell’immediato? Forse hai provato a riparare o magari ti sei ritrovato a rimproverarti con tanto di abbondanti sensi di colpa, oppure hai fatto l’elenco delle conseguenze catastrofiche aumentando, nelle ore e nei giorni a venire, il nodo delle frustrazioni. Se così è stato, ti chiedo: è servito a qualcosa tutto questo? Pensi abbia portato miglioramenti?

LA MIA ESPERIENZA

Dopo aver sofferto abbastanza adottando inutili misure di emergenza dettate dalla logica comportamentale (perché chi sperimenta forti stati di ansia e paura sta davvero male), ho deciso di fare tutt’altro. Semplicemente: ho cominciato a provare di cambiare quello che detestavo. Avevo ben chiaro cosa volevo cambiare, vedevo lucidamente la goccia che stava per far traboccare il vaso. Nessun miracolo e nessuno sforzo da premiare. Ciò che ha provocato lo scossone è stata la mia smania di cambiamento tanto che nel “ricercare” devo aver spinto inavvertitamente un tasto da qualche parte nella mia testa (immagina il classico tasto PLAY dei vecchi mangianastri). Ho iniziato ad ascoltare una melodia che mano a mano prendeva “forma” (per controverso sorridevo all’idea insensata). E mentre iniziavo a canticchiare scandendo un ritmo deciso, ho sentito il fiato corto in gola: in quell’istante, mi sono lasciato andare ad un forte sospiro. Diamine! Ma cosa mi succede? Inspiegabilmente ho provato un leggero benessere. Canticchiavo e respiravo insieme. E nonostante la mia testa mi imponesse di pensare a quello che mi era accaduto in maniera attenta e diligente, cercando soluzioni e immediati provvedimenti, mi attardavo come un pazzo che scruta una formica in mezzo al caos del traffico di una metropoli.
Stavo meglio, era questo che mi importava più di tutto. Cavolo, ho detto! Sai che ti dico? Io continuo a respirare e per giunta imparo pure questa buffa melodia. Poi, ritrovando un pizzico d’orgoglio mi sono detto: al diavolo tutto! Non posso stare così male! E mentre sussurravo l’imprecazione, mi sono immaginato di dare un bel ceffone a tutto quello che mi faceva stare così in apprensione. Risultato: nessuna bacchetta magica chiaramente! Il problema non si è dissolto e nemmeno i miei continui alti e bassi. Ma qualcosa in me era cambiato: avevo acquisito questo piccolo segreto, proprio tra me e me. Sapevo che, nel momento in cui mi fossi di nuovo trovato a ripetere l’esperienza frustrante dell’attacco d’ansia, avrei potuto contare su questa nuova “idea” a cui in seguito ho dato il nome di “Lasciatituttoindietro”. Una melodia, abbinata al respiro e con dentro tutta la mia immaginazione!

COME LA USO

La pillola LASCIATITUTTOINDIETRO, mi ha aiutato a superare non poche battaglie (piccole o grandi che siano state). Di seguito racconto come preferisco godermi la mia pillola.

1 – La posizione di partenza: seduto su una sedia, mani sulle ginocchia, occhi chiusi.

2 – Comincio ad ascoltare il mio respiro, seguo la mia inspirazione (us) e la mia espirazione (fuu).

3 – Ascolto LASCIATITUTTOINDIETRO. La frase in se, vuole esprimere un concetto semplice: ora occupati di te!

Entro nel ritmo della melodia. La fonetica delle parole si fonde al suono della ritmica (lascia_ti_tu_tto indietro…). Il “tum, tum” dei tamburi apre una danza di liberazione. Allento e lascio scorrere ogni genere di tensione che percepisco.

4 – Seguo ancora di più il mio respiro e prendo coscienza del suo fluire nel percorso dell’inspirazione e dell’espirazione. L’USFUU (il suono onomatopeico del respiro nella sua dimensione di “inspirazione” ed “espirazione”), comincia a prendere forma e a divenire presente in me come un motore acceso.

Attivo il primo ritmo della respirazione: uno e due… uno e due… e continuo….

5 – Accendo lo schermo della mia immaginazione. Eccomi qua, in piedi al centro di una piana infinita. C’è luce, colori. Un campo arato, zolle fresche sotto il sole. Distinguo l’orizzonte davanti a me. Decido di muovermi. Mi guardo mentre cammino diretto verso un punto esatto.  Dopo alcuni passi percepisco un limite invisibile. Si tratta dell’arco di una circonferenza che mi chiude, il cerchio in cui girano e ruotano le fissazioni del mio mondo (ansie, paure e inquietudini).

6 – Attivo il secondo ritmo della respirazione: un due, un due, un due… più veloce e continuato.

7 – Il passo diventa forte e deciso (insieme canto e respiro al ritmo), mi sento pronto. Rompo la linea, spezzo il confine, vado oltre: il cerchio è interrotto nella sua consecutività, nel suo consolidarsi. Le maglie della rete del recinto ora sono spezzate e il varco è ben visibile. Posso finalmente andare oltre. Godo del successo, mi immergo nell’energia che mi circonda.

8 – Davanti a me altri campi sconfinati, colorati stavolta di un verde meraviglioso, un verde che si espande fino a confondersi con il colore del mare che muove le sue onde all’infinito. Una pace totale mi abbraccia. Mi aspetta una culla di armonia.

9- E’ il momento di divertirsi. Il mondo, inteso come tutto quello che mi crea paura, angoscia e terrore, merita di essere rimesso al suo posto. Allora creo e rappresento immagini giocose, scene grottesche in cui mi vedo pronto a ridere e a scherzare di tutti quelli attori ai quali ho assegnato la parte degli “onnipotenti”, la parte dei “bravi”, il ruolo di “giusti”. Finalmente mi appaiono nella loro ridicolezza. Ridimensiono ogni cosa, mi diverto a cambiare il “canovaccio” di ognuno. Per ognuno e ogni luogo trovo una cosa buffa da inventarmi. Mi prolungo in questo ridere di tutto e tutti.

10- Scelgo il mio colore: giallo o arancio. Dipingo pian piano tutto ciò che mi circonda con queste nuove sfumature. Bagno ogni cosa di questa luminosità.

 

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INGREDIENTI

MELODIE: incisi musicali e percorsi ritmici;

PAROLE: vocaboli evocativi, linguaggi onomatopeici capaci di generare “armonia imitativa” con la riproduzione dei suoni attraverso le parole.

IMMAGINI: una proiezione di figure e colori;

RESPIRO: ampio e acceso;

 

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