S_FIDATI, la pillola coraggio

QUANTO CREDI IN TE STESSO?

Ti è mai capitato di chiederti quanta fiducia deponi nelle tue reali potenzialità? Hai mai provato a interrogarti circa il senso di fiducia e sicurezza che riponi in te stesso?

Di certo, il nostro retroterra ha stratificato esperienze diverse: dai percorsi vettoriali tracciati dai nostri genitori, alle tante deviazioni volute o subite nel corso del tempo.

Nell’affrontare una semplice conversazione, per alcuni è scontato guardare negli occhi e sentirsi portatori di una orgogliosa verità personale mentre per altri è inevitabile soccombere ai personali dubbi amplificati da una esagerata umiltà e da una bassa considerazione di sé stessi e magari abbassare lo sguardo. Tutto questo ci porta chiaramente a costruire il mondo intorno a noi di conseguenza. O restiamo sulla cresta dell’onda, navigando direzioni che tracciamo senza troppa riflessione (magari salpando oceani di distanze e raggiungendo percorsi inaspettati) oppure ci costruiamo i nostri cunicoli propedeutici al nostro labirinto complessivo, dove nascondere scheletri e fantasmi che ci seguono da sempre.

ORGOGLIO E STIMA DI SE

La società civile e religiosa é spesso unanime nel considerare  l’orgoglio quale atteggiamento portatore di conflitti familiari e comunitari. In effetti, l’orgoglioso è capace di prevaricare, mettersi in continua evidenza, annientare l’altro per farsi considerare il più, elevarsi fino all’onnipotenza: si sente il portatore della verità assoluta. Non è capace di concepire il rispetto, vive nella smania di dominare. Ecco invece il contrappeso dell’umiltà, quale vocazione ad essere tra gli ultimi, l’idea di considerarsi meno degli altri. In pochi però sanno distinguere L’OR_UM. Vi starete chiedendo di che si tratta? Avete mai provato a considerare che avremmo bisogno di avere la giusta dose con un pizzico d’orgoglio e un po’ d’umilta or (orgoglio) um (umiltà ) per l’appunto?

LA CASA SULLA ROCCIA

Cambiare è possibile. Portare un vento diverso, capace di soffiare fiducia, sicurezza e coraggio sulla fiamma debole della nostra vitalità. Una casa sulla roccia, fondamenta solide pronte a resistere alle sferze di ogni attacco.

Una filastrocca per amica. Questa l’idea,  questa la novità. Avere a disposizione una risorsa immediata ed efficace. Attraverso le modalità congiunte di visualizzazione, respiro ed emozione onomatopeica, si rafforza il circolo positivo della sicurezza e dell’autostima. Veicolo propizio per proseguire diritti sulla strada del coraggio.

L’esigenza di affrontare con vigore situazioni davanti alle quali ci poniamo con atteggiamento difensivo, trova risposte nella pillola coraggio.

LA PILLOLA S_FIDATI

Come ti senti?

È arrivato il momento atteso. Tocca a te, devi dire la tua, stavolta devi farti sentire. Anche a costo di alzare la voce e dare qualche pugno sul tavolo. Ti senti chiamato in causa in prima persona, tutto il tuo essere ti chiede di emergere per salire sul pulpito a dire la tua. Invece di percepire forza e vigore, ti senti fiacco e titubante: una vocina ti sussurra di essere prudente, di farti da parte e ti ricorda che non sei all’altezza per certe imprese riservate ad altri ben più dotati. Sospiri e ti sgonfi come un pallone bucato, ti rassegni e accetti la tua mediocrità.

La mia risposta / S_fida

1 – Mi posiziono in piedi con le gambe leggermente divaricate e le braccia distese sui fianchi. Socchiudo gli occhi e mi visualizzo in piedi davanti a dei gradini: una sorta di podio è davanti a me. Deciso, mi avvicino e salgo i gradoni ad uno ad uno contando e pronunciando ad alta voce 1, 2, 3. Ci sono: mi trovo sul gradone più alto! Finalmente sospiro con soddisfazione, da quassù vedo tutto dalla giusta dimensione.

2- Ora porto l’attenzione sul mio respiro,  mi predispongo ad una postura aperta, pronta a caricare “vento” per il mio motore: comincio ad ispirare ed espirare con la consapevolezza di caricare il coraggio di uomo “impavido”, scevro da qualsiasi limitazione.  

3 – Sorrido all’idea di affrontare i miei rischi, orgoglioso di sentirmi vivo e presente, protagonista. Sono io a vivere la mia vita, sono io ad essere sulla scena.  

4 – L’adrenalina è una benedizione: mi aiuta a darmi forza e vigore. Mi carica, è  l’aperitivo prima del grande pranzo! Anziché detestare i suoi effetti emozionali, la uso come propulsore di spinta.

5 – Mi visualizzo al meglio della mia forza fisica, immaginando il mio corpo simile ad un leone, re della foresta. Posso difendermi e attaccare consapevole di una forza ineguagliabile. La mia preda mi teme: mi sente vigoroso e sicuro di me! Mi coordino al ritmo del respiro con l’ausilio di una fonetica onomatopeica espressa nella frase “io gran”, ripetuta ad libitum nella duplice accezione significativa di immaginazione dell’apice della mia forza e potenza (il mio podio ) ed in quella istintiva e primordiale di difesa/attacco (il ruggito del leone).

6 – Godo di questa consapevolezza, mi apro alla vita intorno con fiducia e positività.

 

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