CIÒ CHE PIÙ CI SPAVENTA

 

Lo sport è l’invenzione più geniale dell’uomo. Nonostante l’origine risalga ai tempi antichi, ingredienti e caratteristiche sono di una assoluta modernità. Sfidarsi, misurarsi e conoscersi sono solo alcune delle peculiarità.

Da sempre amo la corsa. Il correre ha caratterizzato la mia vita in ogni senso: a volte è stato il mio fuggire e il mio scappare, altre volte invece il mio raggiungere ed il mio sfidarmi. Questa dualità ormai mi appartiene: paura e coraggio insieme.

Il confine. C’è una linea che stabiliamo con la nostre autolimitazioni. Ci poniamo ostacoli immaginari, stabiliamo orizzonti brevi e traguardi per nulla ambiziosi, nella convinzione di non essere all’altezza, di essere inferiori a noi stessi. Correre mi ha abituato a misurarmi, a spostare la linea del confine più avanti, fino addirittura a farla scomparire. Nel vivere la fatica del provarsi e del perseverare, con al fianco la tentazione di mollare, tornando a screditare ogni dubbio circa l’efficacia dello sfidarsi, ho conosciuto la mia parte migliore. L’energia inestinguibile del bisogno di sentirmi vivo mi ha forgiato gambe come ali. Ed ho provato l’ebbrezza di alzarmi da terra risparmiandomi l’acre della mediocrità: sentirmi al sicuro solo per il fatto di avere un tetto sopra la testa. Perché non troppo tardi ho scoperto quanto sia benedizione affrontare ciò che più ci spaventa. Quanto sia salutare uscire fuori, evitare di barricarsi in casa cercando di costruirsi una fortezza. Quanto siano pericolose le nostre stesse proiezioni che molto spesso ci inducono a rappresentare una realtà distorta. In fondo, il diavolo non è mai brutto come si dipinge dice un vecchio proverbio!  Il coraggio che nemmeno sospettiamo di possedere è capace di donarci forza e vigore, possiamo decidere noi la nostra storia.

Questo per spiegare la differenza che passa tra chi impreca per un gatto nero o per una gomma forata e chi invece accetta la sfida ed ogni giorno è pronto a mettersi in gioco, rischiando grosso ma con la consapevolezza di sentirsi vivo!

Ciò che più ci spaventa è il timore di dimenticare certe preziose intuizioni…

Sorridere davanti ad ogni sfida, ammirando con entusiasmo la nuova salita da affrontare, diffidando dalla linearità dei falsi rifugi, confidando nel perseverare.