CHE SPETTACOLO LA VITA!

Nonostante tutto, la vita è uno spettacolo da non  perdere. Me l’ha insegnato Luca, il mio amico malato di SLA. La sua testimonianza è unica: lui non può bleffare,  nelle sue condizioni non si può fare retorica. Proprio uno spettacolo. Siamo poco abituati a sedersi e contemplare la scena. Vogliamo goderci per forza il peggio, tutto quello che ci fa male.  Allora ecco che portiamo sul palco le nostre paure, i nostri sensi di colpa, le nostre previsioni catastrofiche. Mettiamo il peggio proprio perché ci è stato insegnato che non meritiamo di essere felici e dobbiamo convivere con l’angoscia esistenziale che ci rilega nell’impotenza in attesa della morte, in qualunque forma la immaginiamo. Forse una tradizione civica o religiosa che solo l’uomo ha instaurato… Infatti quel Gesù di Nazareth che ancora oggi resta credibile dopo oltre duemila anni, parlava di centuplo ‘quaggiù’, parlava di gioia e pace e sono certo che aveva anche l’abitudine di ridere parecchio. E sapeva guardare con occhi pieni di vita e amore. La scena che aveva sempre davanti ai suoi occhi era di certo rappresentata da immagini, colori, suoni e profumi stupendi dato che nemmeno la croce è riuscita a fermarlo. Gesù ha saputo vivere in pienezza, tracciando la via per la gioia. Non è stato uomo di tristezza: ha conosciuto la paura ma è riuscito a darle un senso, ha cambiato il “quadro” dell’angoscia che lo pervadeva nel Getsemani, trasformando la morte in una danza di vita.

 

Ecco quindi il mio primo esercizio: provo a mettere a fuoco le immagini della mia vita e provo a cambiare ciò che non mi piace.